Correva l’anno 1946 e Dino Jarach, fotografo veneziano, fonda l’agenzia “Interfoto”. Nel 1959 cambia nome nell’attuale “Cameraphoto”: nel corso di oltre cinquant’anni di attività l’agenzia cambia numerosi soci e collaboratori, divenendo corrispondente per le riviste “Life”, “Time” e “Epoca” per gli avvenimenti di respiro internazionale della laguna. La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e la Biennale d’Arte sono i due avvenimenti più fotografati. Negli anni ’60 anni l’agenzia diventa corrispondente della Associated Press.

Cameraphoto, Venezia, Isola della Giudecca, Alberto Burri e Emilio Vedova all’inaugurazione della mostra “Sestante”, 7 maggio 1983,

Il complesso archivistico conta più di 350.000 negativi in bianco e nero su lastra di vetro e pellicola, per la maggior parte si tratta di immagini scattate a Venezia tra il 1946 e il 1987.

Ora però questo sterminato archivio è in pericolo. I negativi, per loro stessa natura, sono fragili e per salvare un patrimonio così importante andrebbero digitalizzati, ma non è semplice: ci vuole tempo, mezzi e persone. Per questo i soci di Cameraphoto hanno deciso di lanciare un progetto di crowdfounding per reperire le risorse per salvare un così importante patrimonio culturale.

Guarda la presentazione del progetto nel video qui sotto:

Perchè per salvare venezia è necessario salvare anche la sua memoria.

119 thoughts on “SALVIAMO L’ARCHIVIO DI CAMERAPHOTO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *