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Assenze Concrete

In questa serie, la città si rivela nella sua forma più essenziale: struttura senza funzione, materia senza narrazione. Assenze Concrete è un titolo che gioca sul doppio senso del termine: “concrete” come assenze tangibili, reali, ma anche – in inglese – come cemento, sostanza grezza e dominante del paesaggio urbano contemporaneo.

Le immagini, tutte in bianco e nero a forte contrasto, ritraggono ambienti architettonici spogliati di ogni presenza significativa. I soggetti umani, se compaiono, sono frammenti periferici, quasi incidentali. L’interesse dell’autore si concentra sul vuoto tra le cose, sulle geometrie murarie, sulle masse grigie di cemento che si ergono come reliquie moderne.

Non si tratta di fotografia documentaria, ma di astrazione visiva. Le superfici dure, le ombre nette, le simmetrie fredde raccontano una città che non vive: resiste. Una città costruita e poi dimenticata, nella quale l’architettura si fa presenza muta, testimonianza materiale dell’assenza.

“Assenze Concrete” è un’indagine sulla sostanza urbana del silenzio. È ciò che resta quando si toglie tutto il resto: cemento, ombra, luce — e il vuoto che li tiene insieme.