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ESPLORAZIONE SUGLI ARGINI

Al mattino presto in queste pianure la luce è tutta assorbita dai colori del suolo. C’è un vapore azzurrino che fa svanire le distanze, e oltre un certo raggio si capisce soltanto che le cose sono là, disperse nello spazio. È col sole alto e la luce netta che cominciano a vedersi grandi separazioni. I tagli di luce e ombra fanno apparire forme desolate su tutti i muri, pezzi d’asfalto, siepi o cartelli ai margini d’un movimento generale di traffici e vendite. Le cose che non indicano vendite o direzioni di marcia sono tutte in abbandono.

Gianni Celati

In distanza spuntano tre ciminiere bianche e rosse, sopra un ammasso di tetti rossi e campanili, contro un cielo quasi nero. Le ciminiere fanno parte della centrale elettrica di Revere, di là dal fiume, une delle tante sul Po. Dagli stabilimenti partono grossi tubi sormontati da pontili in ferro, e sotto ci sono le barche ormeggiate nel fiume che scorre pieno di bolle e schiume. Visto da qui, il Po è una vasta corrente nera coperta di rifiuti e macchie oleose e bolle spugnose, che scendono come un esercito in ordine sparso

Gianni Celati

In questo viaggio per le campagne abbiamo visto un abbandono generale del mondo esterno: aggregati di case in cemento con l’aria di essere appena sorte e subito abbandonate, fattorie dove non si riconoscono forme di vita, cave di sabbia anch’esse deserte, recinti di roulottes in mezzo ai prati, tralicci dell’alta tensione con fili che pendono su lunghissime distanze. Il vuoto è riempito da nomi di località inesistenti, non luoghi ma solo nomi messi sui cartelli stradali da qualche amnmninistrazione dello spazio esterno.

Gianni Celati

Le citazioni di questo progetto sono tratte da “Verso la foce”, la raccolta di quattro racconti di osservazione apparsi anche nel fondamentale libro fotografico “Viaggio in Italia”.